Io, se fossi Dio ...

... ed Io potrei anche esserlo, se no non vedo chi.

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giovedì, 31 agosto 2006

Croazia

 

 

Partiamo un lunedì ch’è già tarda mattina

siamo a pranzo a ravenna, mangiamo una piadina

seguiamo la romea, passiamo fuori mestre

e quando è pomeriggio siamo giunti a trieste

giriamo senza meta per piazze e per canali

ci son strutture liberty, palazzi veneziani

san giusto il miramare poi è tempo di dormire

che la mattina dopo dobbiamo ripartire.

 

Laggiù nella Croazia

terra di sassi e di cevapcici

ci si tagliò una gomma

e non potemmo andare avanti

litri di karlovachko bevuti in riva al mare

mangiava calamari mentre io stavo a guardare

tasche piene di spiccioli che lì chiamano kune

e non so dove metterli, non ha tasche il costume

passano i giorni a pag, stesi sui sassi sotto il sole

mentre bevo rakja e leggo bunker ed aldo nove

lente le tartarughe traversano la strada

lenti sotto la pioggia passeggiamo per zara

torniamo col traghetto e dentro al duty free

 

io compro un whisky maschio

che non comporta rischio.

Postato con consapevole inutilità da: trax23 a agosto 31, 2006 12:03 | link | commenti (13) |

mercoledì, 12 luglio 2006

No more laughs for the Madcap

Sid

Dark Globe

 

Oh where are you now
pussy willow that smiled on this leaf?
When I was alone you promised the stone from your heart
my head kissed the ground
I was half the way down, treading the sand
please, please, lift a hand
I'm only a person whose arm bands beats
on his hands, hang tall
won't you miss me?
Wouldn't you miss me at all?

The poppy birds way
swing twigs coffee brands around,
brandish her wand with a feathery tongue
my head kissed the ground
I was half the way down, treading the sand
please, please, please lift the hand
I'm only a person with Eskimo chain
I tattooed my brain all the way...
Won't you miss me?
Wouldn't you miss me at all?

Postato con consapevole inutilità da: trax23 a luglio 12, 2006 11:40 | link | commenti (5) |

giovedì, 08 giugno 2006

Lavorare in coppia

 

Lavorare in due, sui furgoni, sul camion, in ufficio, o a montare tende da sole, a spalare letame,  in macchina verso nessundove.
Muratore e manovale, capo e l'altro, principale e sottoposto, o semplicemente colleghi.
Oggi il caffè tocca a me - no, tocca a me, tu l'hai pagato ieri
Ti girano i coglioni ? - mi girano i coglioni - oppure
ti girano i coglioni? - mi girano i coglioni
ieri in televisione ho viso... - senti oggi non è giornata
sai, io penso di essere un brav'uomo con mia moglie ma lei... - sai come sono le donne...
questo cazzo di governo, se continuiamo così - ma, tanto uno vale l'altro
dove ci fermiamo a mangiare? - per me è uguale, non ho tanta fame
... e la convivenza forzata, non dettata da simpatia o da affinità, e lui è di destra e tu di sinistra, e lui e della lazio e tu della roma, e a lui piace la cucina regionale e a te la fusion, ma quelle otto ore tanto le dovete passare insieme, più una di pausa pranzo che diventano nove, e lui non fuma e tu sì.
Senti abbiamo un lavoro da fare, nel modo più veloce possibile, non dobbiamo andare a letto insieme, solo finire questo cazzo di lavoro - sì, ma in allegria il tempo passa più veloce, quindi se togliessi quel cazzo di muso...
per favore, non bere così tanto, che tu ti rovini sono cazzi tuoi, però metti in pericolo anche me.
è colpa tua - no, è colpa tua
è colpa mia - no, è colpa mia
Silenzi ostentati, per fargli capire, parole smozzicate, solo quelle necessarie, e poi piano piano un sorriso, che non riesci a reprimere, e quella risata che alla fine esce da sola.
E questo individuo, che fuori dal lavoro mai avresti frequentato, che diventa il tuo confidente, e le sue opinioni che mai avresti nemmeno ascoltato che ti diventano familiari e quasi condivisibili, e quella faccia di cazzo che ti diventa simpatica..
E le otto ore (che poi sono nove) sono finalmente finite, è ora di tornare a casa ma...
che dici, ci andiamo a bere un campari?

Postato con consapevole inutilità da: trax23 a giugno 08, 2006 17:17 | link | commenti (8) |

mercoledì, 12 aprile 2006

Sfasciacarrozze

 

Cimitero di macchine, che invece delle foto sulle tombe recano una carcassa.

Stazione di Montepulciano, è il quinto che giro, cerco pezzi e pezzetti per la mia alfa che ormai mostra evidenti i segni del tempo.

Giornata strana di sole e vento, vento che spazza via schede elettorali e che mi riempie le narici del profumo di benzina ed olio per motori bruciato.

Mi aggiro tra le carcasse, e come al cimitero, immagino le vite che son state, e che più non sono.

Vedo station wagon e penso a cani e bambini, vedo utilitarie che han fatto compagnia a mamme in attesa dei figli davanti a scuola, vedo una lupo, e immagino scopate post-adolescenziale su scomodi sedili reclinati, e quella bmw quasi nuova, con il muso totalmente distrutto, mi fa venir in mente l’ingannevole sensazione di onnipotenza che dà l'alcool mischiato alla cocaina.

Poi penso a quelle auto che hanno avuto la fortuna di donare i pezzi, a qualcosa di loro che continua a correre sulle strade, fosse solo un fanalino o uno specchietto, e alla fortuna di quel telaio, rimasto così spoglio, con i suoi organi che ancora vivono, e a lui, con i suoi numeri stampati a caldo, ultima traccia della sua passata identità, trasportato da una gru verso la pressa, dove diverrà cubo, e poi di nuovo ferro, e poi di nuovo auto.

Torno verso casa, un po' malinconico, come dopo essere stato al cimitero.

Su una 33 uguale a quella che avevo un tempo io, ho lasciato una candela in piedi, dentro un cilindro bagnato d'olio, a mo' di fiore.

Postato con consapevole inutilità da: trax23 a aprile 12, 2006 15:26 | link | commenti (12) |

mercoledì, 05 aprile 2006

The waste land

The burial of the dead

April is the cruellest month, breeding
Lilacs out of the dead land, mixing
Memory and desire, stirring
Dull roots with spring rain.
Winter kept us warm, covering
Earth in forgetful snow, feeding
A little life with dried tubers.
Summer surprised us, coming over the Starnbergersee
With a shower of rain; we stopped in the colonnade,
And went on in sunlight, into the Hofgarten,
And drank coffee, and talked for an hour.
Bin gar keine Russin, stamm' aus Litauen, echt deutsch.
And when we were children, staying at the archduke's,
My cousin's, he took me out on a sled,
And I was frightened. He said, Marie,
Marie, hold on tight. And down we went.
In the mountains, there you feel free.
I read, much of the night, and go south in the winter.

                                                                           Thomas Stern Eliot

(traduzione)

Postato con consapevole inutilità da: trax23 a aprile 05, 2006 09:54 | link | commenti (7) |

lunedì, 20 marzo 2006

Non è mai troppo tardi?

Alla fine lo hai fatto. Stanco di rimandare in attesa di quella soluzione che non è arrivata, hai deciso che l'unica soluzione è questa. Non sei cattolico, e questo ti aiuta, come ti aiuta il fatto che hai sempre detestato la retorica della vita è bella e quindi vale sempre la pena di viverla e cazzate simili. E alla fine è stato anche più semplice di quanto credevi, tutte quelle teorie sull'istinto di sopravvivenza dell'umano erano sbagliate, o forse è semplicemente che il tuo sentirti sempre diverso ti ha estraniato dalla razza dei tuoi simili. Una volta presa la decisione, latua determinazione ha fatto da sola tutto il resto. Ed i preparativi sono anche stati divertenti, con quella leggerezza portata dal non preoccuparti del domani ma con quella cura per facilitare le cose a chi sarebbe rimasto che non ti aspettavi da te stesso in un momento del genere. "Quello lì mi fa una sega", pensi, mentre riordini bollette e pulisci la casa. Ed anche quel biglietto, tante volte immaginato, che avrebbe dovuto contenere tutta la tua rabbia e delusione, nel quale dovevi mandare a fanculo tanti e perdonare, e scusarti con pochi, diventa una specie di lista della spesa con istruzioni per il tuo funerale e con l'elenco delle tue (poche) cose di valore con accanto un nome. Ora sei nella vasca, il gesto è stato compiuto, una calma surreale ti pervade, una calma e tranquillità che non provavi da tantissimo tempo.
E forse è proprio questa calma che all'improvviso ti fa vedere la soluzione al tuo problema, che ora è li, semplice ed elegante come un'equazione matematica, alla portata di quella mano che già non ha più la forza di muoversi.
Ma ormai non t'importa neanche più di tanto, anzi ti da quasi un senso di vittoria l'esserci arrivato, anche se un po' tardi,
ma forse no, non è mai troppo tardi per capire. Forse lo è per fare, ma ormai...

Postato con consapevole inutilità da: trax23 a marzo 20, 2006 12:03 | link | commenti (13) |

lunedì, 13 marzo 2006

Niente

A cosa pensi, mi chiede lei, a cosa pensi quando non ci sei?
Quando sembra che la tua mente vaghi raminga per lande deserte?
A niente, amore, rispondo io, forse pensavo se fossi dio...
E forse è vero che non penso a niente, o almeno a niente che sia rilevante,
o forse seguo il flusso incessante, che poco c'entra con il contingente,
di quei pensieri che inconsciamente, mi allontanano dal presente.

Penso a una barca nel mare ghiacciato e a un dirigibile precipitato,
penso agli amori della ventura ed alla fine dell'avventura,
a quella curva di Nurburgring che non riesco a percorrere bene,
e a quel cecchino appostato lassù che mi fa soffrire le pene.
A quella volta, avevo dieci anni, che stavo in terrazza a stendere i panni,
e di rimpetto, su un altro balcone, vidi una tetta color marrone.
Penso che un altro giorno è passato e non ho ancora fatto il bucato
penso ai piatti da lavare e a che cosa farò da mangiare
e alle ricette dell'artusi o di cuochi moderni e astrusi.
Penso a cerchioni maggiorati, cromati o sabbiati o in lega leggera
o a motori modificati e a cosa fanno su sky questa sera.
Penso ad un post di qualcuno, o che ho quasi finito il fumo
penso che ho avuto pochi commenti, o che mi devo lavare i denti.

Certo se fossi più intelligente risponderei diversamente
tipo pensavo a cambiare lavoro, a cercarmene uno più decente,
o di tornare a vivere a Roma, riniziando ad apprezzare la gente,
o ad inventarmi qualcosa di nuovo, che sia utilissimo e stupefacente
che mi renda ricco e stimato, che mi renda un uomo vincente.

E invece niente rispondo ancora anche se so che lei non mi crede
che me lo chiederà un'altra volta, che è una questione sulla quale non cede
ma è sempre meglio restare col dubbio che dietro quel niente ci sia qualcosa
piuttosto che darle la certezza di essersi messa con un idiota.

Postato con consapevole inutilità da: trax23 a marzo 13, 2006 18:24 | link | commenti (8) |

mercoledì, 08 marzo 2006

Idioti
un film di lars von trier

Rivendico categoricamente il mio diritto alla stupidità.
Non al disimpegno o al qualunquismo, ma proprio alla stupidità.
Voglio poter guardare un posto al sole senza dover cercare giustificazioni,  canticchiare le canzoncine degli aqua leggere natan never e giocare con i videogiochi.
E non ho bisogno di cercare giustificazioni pseudoculturali tipo no sai sembra stupido ma se ben guardi puoi rintracciare nel substrato culturale tracce del realismo sovietico degli anni trenta contaminato con la transavaguardia italiana.
No, lo faccio perchè mi piace, e perchè non me ne frega un cazzo dell'approvazione degli altri, i miei gusti per quanto stupidi sono miei, miei e basta e se aldo grasso non approva, cazzi suoi, se tullio kezich grida al capolavoro per un film di una noia mortale, come aldo grasso. Io mi rivedo per la centesima volta monty pyton e il sacro graal e pace all'anima loro.
Dei libri poi non ne parliamo, l'ulisse l'ho letto, così come dostoevskij e majakovskij, hermann hesse, fatto, francesi ed americani, già dato, quindi ora posso leggermi tutti gli urania ed i molntalbano che voglio.
Così ora, da uomo nuovo, libero ed emancipato, quando sento gli amici maciullarmi i coglioni con questo libro fantastico o questo bellissimo film, rispondo tranquillo non ho tempo per queste cazzate,che la sera dopo cena ed un posto al sole devo salvare la terra dagli alieni,o vincere il mondiale rally.

Postato con consapevole inutilità da: trax23 a marzo 08, 2006 12:19 | link | commenti (5) |

mercoledì, 01 marzo 2006

Beatles o Rolling Stones ?

Rolling Stones

It's only rock'n'roll ( but I like it )

Postato con consapevole inutilità da: trax23 a marzo 01, 2006 16:46 | link | commenti (21) |

giovedì, 09 febbraio 2006

Break the chains

Qualcuno mi ha coinvolto in una catena di S.Antonio.
Ma io, che sono anarchico, le catene non le ho mai potute vedere.
Poi questa, dove dovrei dire quale blogger mi scoperei e quale menerei!
Perchè io mi scoperei solo l'amore mio, e per farsi menare da me bisogna farmi qualcosa di veramente grave,
tipo toccarmi la donna o rigarmi l'Alfa (Paolo Bitta docet).
Il testimone, poi, l'avrei pure passato volentieri, ma è arrivato un anarchico insurrezionalista anti TAV
e me lo ha scippato, quindi...
... che S. Antonio a lu deserto abbia pietà di me, che sono un peccatore,
e neanche me ne pento.

Postato con consapevole inutilità da: trax23 a febbraio 09, 2006 08:28 | link | commenti (38) |